Sunday, 9 September 2012

Che cosa rimane di questo mio corpo se non l'immagine nel quale viene congelato da questa società?
Nonostante io lo muova senza sosta, delle volte lento ed armonioso altre volte violento o percosso.
Volteggiando, spingendo, allungando, tenendo, spezzando nel ritmo e nella forma, disegnando, rompendo, abbandonando, oscillando, vibrando, scorrendo, roteando, torcendo.
Poco rimane se non un oggetto, un desiderio, una conquista, un affronto, una dichiarazione.
Eppure non è così che lo sento.
Non è così che sento il corpo degl'altri, che rimane mistero, mistica, scoperta, scambio, compenetrazione di qualcosa che è aldilà del corpo, ma che nel corpo risiede.

...che nel corpo risiede...