Tuesday, 2 March 2010

UN SOGNO DI TANTI ANNI FA


Durante la mia adolescenza ero solito fare un sogno ricorrente. Nel sogno scappavo, rincorso da qualcuno, scendendo di corsa la lunga rampa di scale dell'edificio dove vivevo. Non sapevo chi fosse il mio inseguitore, non sapevo cosa volesse farmi, sapevo solo che correva molto veloce e questo mi obbligava ad aumentare la mia velocità, scendendo più gradini alla volta o saltando da una rampa all'altra per guadagnare tempo e aumentare la distanza tra noi. Finivo inesorabilmente col cadere nel vuoto tra una rampa e l'altra, svegliandomi di colpo nell'attimo in cui toccavo terra. A quanto pare è molto comune fare questo genere di sogni.
All'età di 18 o 19 anni, non ricordo con precisione, durante un colloquio con uno dei vari analisti con cui ogni tanto mi piace fare due chiacchiere, raccontai di questo mio sogno. Il Dottore, di cui non riesco a ricordare il nome, mi disse che sarebbe stato interessante scoprire chi fosse il mio inseguitore. Questo richiede un certo controllo sui sogni e mi diede quindi qualche semplice esercizio da fare prima di addormentarmi per aumentare la mia consapevolezza di essere all'interno di un mondo onirico e poter prendere delle decisioni senza per forza subirlo come uno spettatore impotente.
Passarono poce settimane, forse un mese, che feci il seguente sogno:

Entro in casa dopo una normale giornata di scuola. Mi accorgo subito che l'atmosfera è strana, come avvolta da una sottile nebbia. Dalle pareti e dai soffitti della casa spuntano tubi, come se vi fossero dei lavori in corso. Mi chiedo cosa stia succedendo. La casa è più grande di come la ricordo, ma bene o male riesco ad orientarmi tra le stanze. Incontro la fidanzata di mio padre, è vestita come una gheisha, e anche dal suo collo spuntano tubi, come se avesse subito un intervento. Le chiedo preoccupato cosa le sia successo e lei mi dice di parlare a bassa voce per non disturbarlo. Disturbare chi? Le chiedo, ma lei è già scoparsa in una delle stanza della casa. Salgo al piano di sopra, dove mio padre era solito lavorare al computer e infatti lo trovo li, girato verso lo schermo azzurro. Mi avvicino lentamente, preso da una strana paura irrazionale. Lui mi dice: ciao Andrea, non vieni a dare un bacio a tuo padre? La sua voce è quella di sempre, ma qualcosa nel tono mi dice di agire con cautela. Lui si alza di scatto ed è in quel momento che comincio a scappare. Ed ecco che mi ritrovo nel mio sogno ricorrente. Mentre scendo le scale del palazzo una parte di me mi dice che è solo un sogno, che posso arrivare fino al portone ed uscire dal palazzo e che finalmente so da cosa sto scappando. E infatti eccomi all'aria aperta, una sensazione di vittoria e di libertà incredibili. Ma lui continua ad inseguirmi. Entro in una macelleria all'angolo della strada. Il negozio è gestito da tre belle ragazze, ben curate, sorridenti, che nel vedermi entrare trafelato, mi chiedono cosa stia succedendo. Dico loro che mio padre vuole uccidermi e che devono aiutarmi e così con il loro aiuto riusciamo a spingerlo nella cella frigorifera (ecco che viene fuori la mia cultura di cinema horror... hehehe). Avrei bisogno del mio diario di quel tempo per ricordare le parole che mi disse mio padre da dietro la spessa porta metallica, ma al momento non so in quale cantina sia sepolto. Ad ogni modo prendo la decisone di aprire la porta, armato di un grosso coltello affilato. Non appena libero, mio padre mi salta addosso, ma io inizio a colpirlo con il coltello numerose volte, fino a che non rimane steso a terra privo di sensi. Dopo pochi istanti lui inizia a ridere e mi dice: ti ho sempre detto che non è così che si fa. Ora ti faccio vedere come bisogna fare per uccidere una persona. E così prende un grosso coltello e decapita una delle ragazze della macelleria. In quel momento mi sveglio.

La psicoanalisi dice che è abbastanza comune sognare di uccidere i propri genitori nel momenti in cui si va a vivere da soli, e quello era esattamente il periodo in cui avevo iniziato a staccarmi dalla famiglia. Il fatto che fosse mio padre ad inseguirmi nel sogno ricorrente, indica l'importanza che lui ha avuto nella mia vita e non è necessariamente da interpretarsi in maniera negativa. E' semplicemente una parte di me, la maturità, il genitore interiore, che lotta per farsi strada alla fine dell'adolescenza verso l'età adulta.
Da quel momento non ho mai più sognato di essere inseguito e di scappare. Avevo finalmente guardato negl'occhi una parte di me, cercato di ucciderla, ma senza successo, perchè mio padre vivrà sempre nel mio sangue, nei miei gesti quotidiani, nella forma delle mie mani e nel mio modo di affrontare il mondo, e sono felice di questo.

Papà vivrai sempre in ogni cosa che faccio. Ti voglio bene.

Andrea