Scrivo in italiano, dopo molto tempo.
Che poi alla fine scrivo in inglese perchè apre più strade...
...questo mio maledetto bisogno di essere letto, di essere capito, ascoltato
...da più gente possibile.
IL PUNTO
the point
der punkt
Perchè mai dovrei essere più ascoltato degl'altri?
Egoista.
Perchè mai questo mondo che non ascolta un cazzo di nessuno dovrebbe farlo con me?
Cos'ho di così importante da dire?
Un cazzo di niente. Naufrago come tutti, nella vita.
L'incompreso è stato il primo libro che ho letto in vita mia, avevo sei anni.
Ricordo l'aula abbastanza bene, il cesto che conteneva i libri, il corridoio, in fondo al quale c'era una grande porta per accedere alle scale posteriori, per raggiungere i piani inferiori, gotici, bui, la cappella, grigia, al centro dell'edificio e più giù, nelle palestre che odiavo.
Odiavo perchè li avveniva il confronto, che mi faceva stare male.
Sapere di volere cose diverse dai tuoi simili, i tuoi compagni. Essere diverso.
Be different ! Be gay !
B side.
Del libro, l'incompreso, ricordo di non averci capito un cazzo. Non riuscivo a leggere, a stare attento, seguire qualcosa, perchè la mia mente si perdeva negl'oggetti e nei loro contorni luminosi. Come incantato.
L'attenzione è venuta dopo o se c'era c'era per altro.
Se non erro, la storia parla di un bambino sottoposto dai genitori alla responsabilità di avere cura del fratellino più piccolo il quale, forse per disattenzione (di cui non ricordo la motivazione e l'andrò a ricercare subito su google) o per una qualche mancanza del fratello più grande, annega nel fiume/lago.
Misunderstood - 1869
By Florence Montgomery, una scrittrice di Londra.
"Storia di un bambino costretto a soffocare i suoi slanci dagli adulti
incapaci di capirlo, il libro rivela notevole acume psicologico"
Acume psicologico. Seriuos shit. The point.
Acume psicologico. Seriuos shit. The point.
Miles(4 anni) e Humphrey(7 anni) orfani di madre.
Humphrey soffre più del fratellino per la perdita, perchè è già più grande ed ha vissuto di più la madre.
Humphrey ha difficoltà nel manifestare i suoi sentimenti e spesso si comporta nel modo sbagliato.
Gicando con il piccolo Miles, Hemphrey lo mette diverse volte in pericolo, facendolo ammalare o quant'altro.
Da qui cito riassunto:
"Un giorno mentre i due stanno giocando su un albero il ramo si spezza...
Il padre saputa la notizia corre a casa pensando che Miles sia in fin di vita e di dover punire severamente Humphrey.
Scopre invece che quello in pericolo di vita è Humphrey.
Solo in quel momento parlando con il figlio riesce a capire i suoi veri sentimenti e si rende conto di aver sbagliato tutto con lui."
Il padre saputa la notizia corre a casa pensando che Miles sia in fin di vita e di dover punire severamente Humphrey.
Scopre invece che quello in pericolo di vita è Humphrey.
Solo in quel momento parlando con il figlio riesce a capire i suoi veri sentimenti e si rende conto di aver sbagliato tutto con lui."
E' Humphrey invece a morire, ricordavo male. Muore il fratello più grande e non c'è nessun lago/fiume di mezzo.
Muore felice perchè il padre lo ha finalmente compreso e muore per sua volontà, rifiutando le cure dei medici, probabilmente per raggiungere la madre nell'aldilà (ipotizzo).
CHE GRAN BEL LIBRO DEL CAZZO DA FAR LEGGERE AD UN BAMBINO !
Non so come mi viene in mente questo. Il punto.
Così come ho ricordato (in realtà ricordavo benissimo, ma in un qualche modo l'averlo pensato ha fatto scattare qualcosa) la JACTATIO CAPITIS NOCTURNA.
Sognare di essere su Falcor il Fortunadrago per dover salvare il mondo da qualcosa di bianco, qualcosa di latteo e di latta, silenzioso. E non farcela, arrivare tardi ed accorgersi di essere soli al mondo.
Disperazione. Il punto.
La stessa disperazione che mi ha colto l'altra notte, nel aver pensato a tutte queste cose insieme.
Un bambino con poca capacità di concentrazione, con molti pensieri in testa, con tantissima paura del mondo, degl'altri, del diverso.
Un bambino allo stesso tempo già è diverso dagl'altri perchè omosessuale.
Non potevo comunicare questo, non riuscivo. non so se la cosa mi rendesse anche irrequieto o lo fossi di natura.
Ricordo improvvisamente le preghiere fatte alla madonna affinchè io potessi svegliarmi guarito, uguale agl'altri, diverso da quello che ero. Non più diverso. Preghiere disperate. Il punto.
Un bambino vivace, iperattivo, simpatico, socievole e bello. Il punto.
Ricordo quando mia sorella mi ha quasi costretto, raggirato, affinchè io ballassi la danza del pisello.
Eravamo in via Cadore, da Elisa e Vittorio, i nostri compagni di giochi.
Ricordo la stanza vagamente, non potrei descriverla, ma ho una buona fotografia se chiudo gl'occhi.
La danza chiaramente era da eseguirsi con il pisello di fuori.
Lo feci, mi sentii molto male, ma anche molto bene forse. Non ricordo con certezza. Il punto.
Il punto, il bisogno di essere letti, di essere ascoltati.
La paura di non farcela da soli.
La paura di ritrovarsi soli a non farcela.
ESSERE SOLI - NON FARCELA
Sono le 5.27 del mattino di un lunedì uggioso e umido. E' il 4 di Giugno, potrebbe essere un qualunque giorno di ottobre a Milano o di metà Aprile. Pioggia d'aprile. Via Salasco. Mia sorella.
Oggi dovrebbe nascere Achille.
Ed io sono qui ad arrovellarmi su me stesso, per le mie mancanze, per la mia autodistruttività. Sono qui che cerco di trovare le forze per essere un uomo, per tagliare con tutto, perchè non si può andare avanti così.
SO KANN ES NICHT WEITERGEHEN.
La paura, il punto, che adesso è diventato anche un punto fisico, quinta vertebra lombare.
Frattura dell'istmo sinistro.
Ma il punto non cambia, anzi, viene ancora più fuori.
La paura. L'incompreso.
La paura della vita.
E questo è perchè non sono nella direzione giusta, come me stesso. Sono impuro. La nascita di Achille mi mette di fronte al fatto che sono impuro, viziato, dipendente, assuefatto, pigro, irresponsabile.
Sono un irresponsabile. Vorrei poterlo non essere, ma mi piace.
Egoista.
Il piatto scratcha. La musica. Il teatro.
Il piatto scratchava anche allora. Il liceo.
Ma io cosa devo fare di me stesso?
Ripetitivo, come questa musica, monotono.
Bits.
Oggi dovrebbe nascere Achille.
Ho paura e sono felice.
Non dormo, fumo sigarette davanti al computer e parlo a tutti voi, con questa mia stupida voglia di comunicare, di essere ascoltato, dietro alla quale c'è tanta paura nascosta.
O forse no, la paura rimane, certo, ma forse oggi ho iniziato a scrivere questo per me stesso e poi mi sono ritrovato a scriverlo qui, in italiano, nella mia lingua, per ricordarmi e per ricordare a tutte le persone.
NON DIMENTICARMI
NON ESSERE DIMENTICATO
E comunque, sempre, IL PUNTO - the point - der punkt
Caro Achille,
sono felice che tu stia venendo al mondo.
Spero di essere un buon zio.
Al momento non sono nemmeno tanto sicuro di chi io sia veramente.
Però del resto anche tu non lo sai ancora.
Prego affinchè la vita sia generosa con te e ti protegga e ti indirizzi.
Ti voglio bene.
Vado a fare Gongyo Cerimonia.
Tuo zio,
Andrea
