Cos'è crescere, in fin dei conti? Cosa di diverso adesso che ho trent'anni? Più o meno faccio le stesse cose di dieci, dodici anni fa. Si, certo, mi conosco meglio, anzi conosco meglio le mie reazioni a dirla tutta e non me stesso. So fingere meglio quando mi conviene. Ho una maggior capacità di gestione delle cose, se non materiali, quantomeno relazionali. Danzo più o meno nello stesso modo, nonostante tutto.
Si, ma, cosa di diverso? Leggo sempre molti libri, penso sempre troppo alle cose, fumo sigarette. Di diverso. I capelli biachi? Qualche piccola ruga? Una spalla fuori gioco? Un lavoro fisso fino al 2011? No, non parlo di queste cose.
Cos'è alla fine diventare grandi? Smetterla di raccontarsi stronzate? Accettare i fatti della vita per quello che sono? Ma se quelle stronzate aiutassero a vedere il mondo più bello, a fare di questa vita qualcosa di speciale...?
Mi sento ad un bivio. Mi ci ero già sentito due anni fa, indipendentemente dall'arrivo dei fantomatici trenta. Poi però mio padre si è ammalato, ed ho messo tante cose in attesa. Surgelato tutto. Non era tempo. Poi la malattia è finita.
Ora, con la primavera, il ghiaccio si sta sciogliendo brillando al sole e sono curioso di sapere cosa ne verrà fuori, cosa emergerà.
Spero con tutto me stesso che sia una risposta.